“Welfare calato dall’alto, gli anziani non sono un peso ma una risorsa”. Il congresso di AUSER Catania

Un atto d’accusa contro un welfare costruito senza il coinvolgimento reale del territorio e un richiamo forte a rimettere al centro i diritti delle persone anziane e fragili.
Si è aperto così il congresso della Rete Territoriale AUSER di Catania, che questa mattina ha riunito istituzioni e associazioni per fare il punto sulle sfide sociali della città. A dare voce alla denuncia è stata la presidente territoriale Nicoletta Gatto, che ha puntato il dito contro la gestione dei fondi e dei progetti del distretto socio-sanitario: «Le organizzazioni sociali vengono chiamate solo a ratificare decisioni già prese. Anche sul PNRR siamo stati informati tardi e solo grazie a nostre ricerche abbiamo scoperto l’esistenza di progetti per il servizio domiciliare a 125 anziani e per i senza tetto all’ex mercato ittico. Tutto senza un reale confronto con il territorio».
Gatto ha rimarcato con forza come la povertà estrema sia sempre più invisibile, raccontando il lavoro dei volontari AUSER accanto ai senza dimora di Catania: «Molti di loro non conoscono nemmeno i propri diritti. Il nostro compito è farli uscire dall’isolamento e dalla marginalità». Non è mancata la soddisfazione per la nascita del Forum del Terzo Settore di Catania, che Gatto definisce “strumento fondamentale per dare finalmente voce e rappresentanza alle associazioni nei confronti delle istituzioni”. A guidarlo sarà Dario Gulisano, anche impegnato nella rete “La Via Maestra” per la difesa della Costituzione e dei diritti sociali.
Il congresso è stato aperto dalla stessa Gatto e ha visto gli interventi di Carmelo De Caudo, segretario generale della CGIL Catania, Giuseppina Rotella, segretaria generale SPI CGIL Catania e di Giorgio Scirpa, presidente regionale AUSER Sicilia.
«Celebriamo il congresso della Rete AUSER – ha sottolineato Gatto – nata dopo la riforma del Terzo Settore. Il nostro impegno è quotidiano, tra nuove emergenze sociali e minacce alla tenuta democratica». In chiusura, un richiamo forte alle politiche di genere e alla promozione dell’invecchiamento attivo: «L’invecchiamento non è un peso, ma una risorsa per la società. Continueremo a batterci per un welfare che metta al centro la persona e i diritti di tutti».
Il segretario De Caudo ha ribadito l’impegno della CGIL accanto all’AUSER: «Rivendichiamo un welfare innovativo, inclusivo e universale che garantisca sanità pubblica, servizi sociali e residenziali per gli anziani. Contro i tagli e le disuguaglianze serve un modello che metta al centro le persone e tuteli lavoro, salute e reddito. Catania non può lasciare soli gli anziani: vanno garantiti servizi, socialità e partecipazione alla vita della comunità. Anche per questo è necessario rimanere uniti in vista dei referendum: il modo migliore di farlo sarà recarsi alle urne».
La segretaria dello Spi, Giuseppina Rotella, ha ripercorso le fasi dal 1992 a oggi dell’Auser etneo, nato da una costola del sindacato pensionati, la cui prima sede venne aperta a Lineri con ben 200 iscritti. “AUSER e SPI collaborano da sempre per migliorare la qualità della vita degli anziani, spesso ignorati dalle istituzioni. Nonostante i fondi PNRR, a Catania siamo stati esclusi dalla coprogettazione, negando diritti e servizi essenziali alle persone più fragili”.
Il presidente Giorgio Scirpa ha infine sottolineato la necessità di “valorizzare gli anziani come risorsa, puntando sull’invecchiamento attivo per migliorare la qualità della vita e ridurre i costi sociali e sanitari. Serve una legge regionale che sostenga il benessere e la partecipazione degli anziani, contrastando solitudine e depressione”.





