STM e l’incontro a Roma. “Il tempo in più serva a cambiare il piano industriale. Grave l’assenza di Regione e Comune”

Un’occasione sprecata per dare risposte concrete ai lavoratori, e un’assenza istituzionale che pesa come un macigno. È quanto denunciano Cgil Catania e Fiom Cgil Catania al termine dell’incontro svoltosi oggi al Ministero delle Imprese e del Made in Italy a Roma sulla vertenza STMicroelectronics, alla presenza della sottosegretaria Fausta Bergamotto e dei vertici aziendali.
Un confronto interlocutorio – reso necessario dal rinvio al 10 aprile del tavolo nazionale con i ministri Urso e Giorgetti – durante il quale l’azienda ha confermato il ruolo strategico dell’Italia all’interno del gruppo, ma ha anche fatto riferimento alle difficoltà legate alla crisi dell’automotive e all’impatto dei nuovi dazi statunitensi.
Da qui, la presa di posizione netta delle organizzazioni sindacali che hanno chiesto questo confronto “perché, accanto alle criticità legate alla congiuntura economica, si sono aggiunti gravi errori di valutazione, riorganizzazione e comunicazione da parte del management, culminati nell’annuncio – inaccettabile – di una revisione del piano industriale con possibili riduzioni occupazionali. In Francia, sappiamo che il processo è già stato avviato: non accetteremo che questo accada anche in Italia. – dichiarano Carmelo De Caudo, segretario generale Cgil Catania e Rosy Scollo, segretaria generale Fiom Cgil Catania- STMicroelectronics è un’azienda strategica per il futuro industriale della Sicilia e del Paese, e non può pensare di ridurre il proprio perimetro occupazionale mentre riceve ingenti risorse pubbliche. Per questo, chiediamo al Governo di vincolare gli investimenti statali alla salvaguardia dell’occupazione e al rilancio produttivo della microelettronica in Italia. L’azienda deve assumersi piena responsabilità sociale e garantire trasparenza: non basta dire che ST resterà centrale in Italia, servono impegni concreti su investimenti e posti di lavoro.
Riteniamo grave e inspiegabile l’assenza del presidente della Regione Sicilia, Renato Schifani, e del sindaco di Catania, Enrico Trantino, al tavolo di oggi. Avevano garantito la loro presenza al fianco dei lavoratori, e invece non si sono presentati. In un momento così cruciale, il territorio siciliano meritava una rappresentanza istituzionale all’altezza della partita in gioco”.